Nel 2026 parlare di “bonus edilizi” al singolare può essere fuorviante. Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica, prima di stimare un vantaggio fiscale vanno verificati almeno tre aspetti: chi sostiene la spesa, quale immobile è interessato e quale intervento viene realizzato.

Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il 730/2026 indicano, per questi interventi, il 50% nel 2025 e nel 2026 quando la spesa è sostenuta dal titolare di proprietà o di un diritto reale per l’abitazione principale; negli altri casi il quadro può essere diverso. Requisiti, limiti e documenti cambiano in base alla misura applicabile.

Prima di avviare lavori o versare acconti, raccogli delibera o titolo abilitativo, preventivo con interventi distinti, modalità di pagamento e documentazione tecnica. Per gli interventi che comportano risparmio energetico o uso di rinnovabili, verifica anche se è richiesto l’invio a ENEA: il portale indica normalmente 90 giorni dalla fine lavori.

Non dare per scontati sconto in fattura o cessione del credito: per le regole ordinarie non sono disponibili, salvo deroghe specifiche da verificare.

Contenuto generale, non sostituisce la valutazione del caso concreto. Per interventi e dichiarazioni fiscali è opportuno un controllo professionale finale.